Forme di Trasferimento

  • Acquisizione o cessione a titolo definitivo: la società acquista o vende definitivamente il diritto alle prestazioni sportive di un giocatore in cambio di soldi e/o cedendo il cartellino di uno o più giocatori in suo possesso.
  • Acquisizione o cessione a titolo temporaneo (o prestito): un calciatore si trasferisce da una squadra all’altra per un periodo determinato di tempo. La società di partenza continua a detenere il cartellino del giocatore che, in base agli accordi, può anche essere richiamato in caso di bisogno. Le società si possono accordare su un prezzo che la squadra ricevente il giocatore può pagare alla fine del periodo del prestito per acquistare l’intero cartellino (diritto di riscatto obbligatorio o meno). Il prestito può anche essere oneroso.
  • Acquisizione o cessione tramite clausola rescissoria: un giocatore risolve il contratto con la sua squadra tramite un indennizzo economico (clausola, la cui entità è fissata nel contratto) versato da parte di una squadra terza che si arroga il diritto di far sottoscrivere il contratto al giocatore.
  • Risoluzione del contratto (chiamata erroneamente anche rescissione che, nel diritto italiano, può avvenire solo quando il contratto sia stato stipulato in caso di bisogno e/o in caso di pericolo): può essere unilaterale o consensuale: nel primo caso il club o un giocatore risolvono prima della sua naturale scadenza il contratto che li lega ed il giocatore è ingaggiabile senza dover pagare niente. Tuttavia la risoluzione unilaterale è permessa solo per motivi disciplinari, ritenuti validi dal collegio arbitrale della Lega Calcio e per motivi penali relativamente ai giocatori ma anche per ragioni giudiziarie in caso di fallimento del club. Nel caso della risoluzione consensuale, il club proprietario del cartellino si accorda col giocatore per terminare il rapporto lavorativo prima della scadenza naturale, pagando o meno una sorta di buonuscita.
  • Compartecipazione (o comproprietà): la squadra acquista metà del cartellino del giocatore, con la possibilità di mettersi d’accordo per il prezzo con cui acquistare l’altra metà a fine stagione (diritto di riscatto). Se le due società non arrivano alla risoluzione delle comproprietà (caso in cui all’atto dell’acquisto non vi è stato un accordo per il riscatto) la risoluzione viene operata mediante la presentazione di due offerte in buste chiuse: la squadra che ha offerto di più ottiene l’intero cartellino. La comproprietà può essere rinnovata ed esiste la possibilità di un contro-riscatto a favore della squadra cedente. Questo tipo di trattativa esisteva solo in Italia ed è stata abolita a maggio del 2014 con possibilità di rinnovare solo le comproprietà già esistenti e non di crearne di nuove. Il 25 giugno 2015 si è avuta l’ultima risoluzione delle compartecipazioni: da quel giorno non esiste più tale forma di trasferimento